Periodico di divulgazione medica
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Il Monitore Medico
numero 06, giugno 2010

Sono circa 1.200.000 gli italiani che ne soffrono.
Può manifestarsi a qualsiasi età, ma insorge prevalentemente nell’adolescente e nel giovane adulto

L’estate fa bene alla psoriasi

La luce solare, soprattutto in ambiente marino, rappresenta una vera e propria terapia per questa diffusa malattia della pelle

L’estate, per il 5-6 % della popolazione, rappresenta anche una terapia. Piacevole per quei pazienti, circa 1.200.000 in Italia, alle prese con un’affezione della pelle a decorso cronico e capriccioso: la psoriasi, dermatosi cronica non contagiosa la cui causa non è del tutto nota. L’estate, però, può offrire sollievo: la malattia, infatti, migliora esponendo al sole le aree interessate.
La psoriasi, che evolve con periodi di remissione e riaccensione molto variabili della durata di diverse settimane o mesi, è la malattia dermatologica di più frequente osservazione: si calcola che il 2% della popolazione dei Paesi occidentali ne sia affetto.
Può manifestarsi a qualsiasi età, ma insorge soprattutto nell’adolescente e nel giovane adulto. Ne sono interessati soggetti geneticamente predisposti in seguito all’esposizione a fattori ambientali scatenanti, quali traumi fisici, stress psicologici, infezioni delle vie respiratorie, farmaci, raggi UV, alcool, gravidanza.
La forma più comune é la psoriasi cronica in placche, caratterizzata da chiazze rossastre che si coprono di squame bianche e argentate, facilmente staccabili. Colpisce soprattutto i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto, ma talvolta anche la zona intorno all’ombelico, la schiena, i glutei, le palme delle mani e le piante dei piedi. In casi meno comuni le sedi coinvolte dalla psoriasi sono le mucose dei genitali e le pieghe (ascellari, inguinali, sottomammarie). Altre volte compaiono piccole macchie diffuse su tutto il corpo.
Le lesioni psoriasiche possono essere asintomatiche oppure dare prurito; talvolta, soprattutto a livello palmo-plantare, si possono sviluppare ragadi dolorose.
La gravità della malattia è molto variabile: dalle forme lievi, limitate a poche chiazze, alle forme diffuse, che interessano fino all’intera superficie corporea.
Ancora non esiste una cura definitiva per la psoriasi, ma molti tipi di trattamento ne riducono i sintomi. I farmaci più usati sono creme che aiutano a rimuovere le squame, disinfiammano, idratano e ammorbidiscono la pelle. Se la malattia è più estesa si può passare all’utilizzo di farmaci sistemici quali il metotrexate, l’acitretina e la ciclosporina, sostanze molto efficaci per le forme gravi di malattia, ma che hanno però effetti tossici che le rendono controindicate in alcuni pazienti e per un utilizzo prolungato. Una nuova opportunità terapeutica è data dallo sviluppo dei farmaci biologici, da utilizzare in chi presenta una forma moderata-grave di malattia.
L’esposizione del corpo ai raggi ultravioletti (direttamente sotto il sole o con speciali lampade) risulta particolarmente indicata nella cura di chi soffre di psoriasi e facilita la remissione della malattia. Sicuramente è il trattamento più naturale e gradito dal paziente. Inoltre lo stato di relax e di benessere associato alle vacanze è una delle migliori terapie. È però necessario osservare alcune precauzioni: prima di esporsi ai raggi ultravioletti la pelle va idratata bene, ed è inoltre fondamentale interrompere l’esposizione quando compaiono arrossamenti, per evitare ustioni. Bisogna fare sempre attenzione, in particolare se si ha la pelle molto chiara: in questo caso l’esposizione ai raggi ultravioletti può provocare un peggioramento della malattia.

Dr.ssa Manuela Rissone
Specialista in Dermatologia
Consulente Gruppo Larc Poliambulatori


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