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Il Monitore Medico
numero 6, 2015

Non sottovalutare le problematiche urologiche della donna

Superare tabù e imbarazzi può permette una rapida risoluzione di problemi


Dr. Francesco Marson

specialista in urologia_Consulente LARC

Incontinenza urinaria, cistiti ricorrenti, disturbi della minzione sono problemi che spesso le donne tendono a nascondere per vergogna e senso di inadeguatezza. In molti casi si è fuor viati da messaggi pubblicitari che tendono a minimizzare il problema facendo apparire l'incontinenza urinaria, ad esempio, come un problema “normale” e l'utilizzo del pannolino come la miglior soluzione. Ma chi è soggetta a queste problematiche non dovrebbe assolutamente sottovalutarle ma rivolgersi a uno specialista per comprenderne le cause e curarle. Ne parliamo con il dr. Francesco Marson, Urologo, esperto in Uroginecologia, consulente del Gruppo LARC.

L'uroginecologia è una disciplina traversale e relativamente giovane. Vuole spiegare nel dettaglio di cosa di occupa?

Si occupa delle problematiche urologiche della donna. Il prolasso, i disturbi ostruttivi della minzione, l'incontinenza urinaria, i disturbi dello svuotamento della vescica, le cistiti recidivanti, il diverticolo dell'uretra, la sindrome della vescica iperattiva e i dolori pelvici cronici sono tutte patologie che vengono prese in esame dall'uroginecologia.

Quali sono le patologie più diffuse e chi sono prevalentemente le donne che ne sono affette?

I deficit anatomo-funzionali si manifestano generalmente dopo una gravidanza e nel periodo della menopausa e possono essere collegati anche a disturbi minzionali, dolore durante i rapporti sessuali, modificazioni delle abitudini intestinali, diffcoltà di evacuazione, dolori lombo-sacrali.

Cosa prevede e come si svolge la visita uroginecologica?

È come una visita ginecologica ma focalizzata sull'apparato urinario. Si inizia con un esame obiettivo, eventualmente supportato dall'iter diagnostico che prevede l'esame delle urine, l'urinocoltura, l'indagine urodinamica e l'ecografia perineale, che permettono allo specialista di avviare un corretto approccio terapeutico. Sono tutti esami non invasivi: l'ecografia perineale per esempio si svolge con una sonda appoggiata all'esterno della vulva.

Come vengono trattati i principali problemi uroginecologici? La chirurgia è l'unica soluzione? Quali sono gli specialisti e quali le discipline che vengono coinvolte nelle terapie?

Nella soluzione delle problematiche uroginecologiche intervengono quattro specialisti: l'urologo, il ginecologo, il chirurgo proctologo e il fisiatra/fisioterapista. Molte problematiche possono essere risolte con un approccio farmacologico o fisioterapico, se per esempio la causa del problema sono cattive posture o abitudini minzionali errate. Solo in alcuni casi si interviene con la chirurgia, che nella maggior parte dei casi è una chirurgia mini-invasiva in day surgery, come nel prolasso, nei disturbi ostruttivi della minzione, nell'incontinenza urinaria, nei disturbi dello svuotamento della vescica e nel diverticolo dell'uretra

Che ruolo ha l'indagine urodinamica?

Si tratta di un esame di secondo livello per studiare la funzione del basso apparato urinario, della vescica e dell'uretra. Viene indicata nelle patologie della sindrome della vescica iperattiva, nel dolore pelvico cronico e nei disturbi di svuotamento. Permette inoltre di arrivare a una diagnosi prima di pianificare eventuali interventi chirurgici su incontinenza e prolasso. Per esempio nell'incontinenza si va a collocare una fascetta sotto l'uretra – detta Sling – che va a correggere l’eccessiva mobilità dell’uretra impedendo la fuoriuscita non controllata di urina durante anche piccoli sforzi. È una chirurgia vaginale rapida, si svolge in circa 15 minuti e in day surgery, con un'anestesia locale o un'epidurale.

È possibile prevedere in anticipo e quindi prevenire le patologie uroginecologiche? Quali consigli possiamo dare alle nostre lettrici?

Non si tratta di patologie soggette a prevenzione, ma si evidenziano con dei sintomi che, se presi all'inizio, possono agevolmente essere risolti. Sono prevalenti nel periodo pre e post parto e nella menopausa. La gravidanza può slatentizzare il prolasso, cioè far cedere le strutture del sostegno perineo. Negli altri casi, ad esempio quando una cistite è ricorrente, due episodi in sei mesi o tre episodi in un anno, allora è meglio farsi vedere da un uroginecologo. Esiste una correlazione fra la personalità psicologica, lo stress, grandi preoccupazioni e l'insorgere della cistite. Spesso le cistiti possono essere di natura batterica, causate da microbi che arrivano dall'intestino. Diverticoli intestinali possono creare delle alterazioni della flora batterica e il risultato è la cistite. Altro tema da sottolineare è che circa una donna su due ha scorrette abitudini minzionali, si trattiene troppo o adotta un'errata postura durante la minzione per non sedersi in un wc pubblico. I consigli che posso dare sono quelli di bere sempre almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, urinare ogni tre ore, avere sempre la vescica vuota prima di un rapporto sessuale e svuotarla al termine del rapporto. Voglio inoltre suggerire alle nostre lettrici di superare la paura sociale di parlare di problemi di incontinenza urinaria. Invece di “non-risolvere” il problema con i pannolini, come suggeriscono pubblicità fuorvianti, parlatene al vostro medico di base e chiedete una visita uroginecologica. Voglio evidenziare come i costi dei presidi per incontinenza urinaria (pannolini, traversine, etc.) siano molto elevati per il sistema sanitario nazionale, oltre a non essere per nulla una reale soluzione. In conclusione, il mio invito è di superare ogni imbarazzo e farsi visitare se ci si accorge di avere perdite di urina quando si tossisce o si ride, stesso discorso se si hanno cistiti recidivanti, se si prova dolore durante i rapporti sessuali o durante la minzione.

 

 




Dr. Francesco Marson
specialista in urologia
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