Sono circa 1.200.000 gli italiani che ne soffrono.
Può manifestarsi a qualsiasi età, ma insorge
prevalentemente nell’adolescente e nel giovane adulto
L’estate fa bene alla psoriasi
La luce solare, soprattutto in ambiente marino, rappresenta
una vera e propria terapia per questa diffusa malattia della pelle
L’estate, per il 5-6 % della popolazione, rappresenta anche una terapia. Piacevole per quei
pazienti, circa 1.200.000 in Italia, alle prese con
un’affezione della pelle a decorso cronico e
capriccioso:
la psoriasi, dermatosi cronica
non contagiosa la cui causa non è del tutto
nota. L’estate, però, può offrire sollievo: la
malattia, infatti, migliora esponendo al sole le
aree interessate.
La psoriasi, che evolve con periodi di remissione e riaccensione molto variabili della durata di
diverse settimane o mesi, è la malattia dermatologica di più frequente osservazione: si calcola
che il 2% della popolazione dei Paesi occidentali ne sia affetto.
Può manifestarsi a qualsiasi età, ma insorge
soprattutto nell’adolescente e nel giovane
adulto. Ne sono interessati soggetti geneticamente predisposti in seguito all’esposizione a
fattori ambientali scatenanti, quali traumi fisici, stress psicologici, infezioni delle vie respiratorie, farmaci, raggi UV, alcool, gravidanza.
La forma più comune é la psoriasi cronica in
placche, caratterizzata da chiazze rossastre che
si coprono di squame bianche e argentate, facilmente staccabili. Colpisce soprattutto i gomiti,
le ginocchia e il cuoio capelluto, ma talvolta
anche la zona intorno all’ombelico, la schiena,
i glutei, le palme delle mani e le piante dei
piedi. In casi meno comuni le sedi coinvolte
dalla psoriasi sono le mucose dei genitali e le
pieghe (ascellari, inguinali, sottomammarie).
Altre volte compaiono piccole macchie diffuse
su tutto il corpo.
Le lesioni psoriasiche possono essere asintomatiche oppure dare prurito; talvolta, soprattutto a livello palmo-plantare, si possono sviluppare ragadi dolorose.
La gravità della malattia è molto variabile:
dalle forme lievi, limitate a poche chiazze, alle
forme diffuse, che interessano fino all’intera
superficie corporea.
Ancora non esiste una cura definitiva per la
psoriasi, ma molti tipi di trattamento ne
riducono i sintomi. I farmaci più usati sono
creme che aiutano a rimuovere le squame, disinfiammano, idratano e ammorbidiscono la pelle.
Se la malattia è più estesa si può passare all’utilizzo di farmaci sistemici quali il metotrexate,
l’acitretina e la ciclosporina, sostanze molto efficaci per le
forme gravi di malattia, ma che hanno però effetti tossici che
le rendono controindicate in alcuni pazienti e per un utilizzo
prolungato. Una nuova opportunità terapeutica è data dallo
sviluppo dei farmaci biologici, da utilizzare in chi presenta
una forma moderata-grave di malattia.
L’esposizione del corpo ai raggi ultravioletti (direttamente
sotto il sole o con speciali lampade) risulta particolarmente indicata nella cura di chi soffre di psoriasi e facilita la
remissione della malattia. Sicuramente è il trattamento più
naturale e gradito dal paziente. Inoltre lo stato di relax e di
benessere associato alle vacanze è una delle migliori terapie.
È però necessario osservare alcune precauzioni: prima
di esporsi ai raggi ultravioletti la pelle va idratata bene,
ed è inoltre fondamentale interrompere l’esposizione
quando compaiono arrossamenti, per evitare ustioni.
Bisogna fare sempre attenzione, in particolare se si ha la
pelle molto chiara: in questo caso l’esposizione ai raggi
ultravioletti può provocare un peggioramento della malattia.
Dr.ssa Manuela Rissone
Specialista in Dermatologia
Consulente Gruppo Larc Poliambulatori