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Il Monitore Medico
numero 3, 2016

Apnee notturne: meglio affdarsi a più specialisti

Trattamenti specifici permettono di prevenire altre malattie


NTERVISTA A:
Dr. giovanni borio_specialista in pneumologia e allergologia
Dr. roberto marino_specialista in otorinolaringoiatria

L’OSAS (ObstructiveSleep Apnea Syndrome) non è un semplice fastidio ma una vera e propria sindrome con un insieme di sintomi che possono essere presenti in modo congiunto o meno. Il più riconoscibile è la sonnolenza diurna patologica eccessiva, che quasi sempre indica la presenza di apnee. Ne soffrono 5 milioni di persone a partire dai 35/40 anni. Nei bambini la percentuale è ridotta. Ne parliamo con Giovanni Borio, Specialista in Pneumologia e Allergologia, e con Roberto Marino, Specialista in Otorinolaringoiatria ed Esperto Qualificato in Disturbi Respiratori del Sonno.


L’OSAS è una patologia apparentemente banale ma in realtà molto complicata. In cosa consiste?


Dr. Borio: L’OSAS consiste in interruzioni del respiro durante il sonno che si verificano in molti soggetti russatori –ma non in tutti!- e che hanno una durata superiore ai 10 secondi. Chiunque russi ha microapnee, che non sono però da considerare patologiche perché in genere non determinano problemi a livello del ritmo del sonno. L’apnea di per sé non è un problema, il problema è ciò che determina sull’ossigenazione del sangue e sulla struttura del sonno e quindi vanno considerati durata e numero totale delle apnee. È una patologia complessa che interessa più specialità perché sono molte le sue ripercussioni cliniche.
Da che cosa è provocata?
Dr. Borio: Deriva da una serie di fattori ma fondamentalmente dalla riduzione del tono muscolare della faringe e dello spazio respiratorio. Si ha quindi tendenza a chiusura delle vie respiratorie mentre si espira: si chiama apnea ostruttiva perché le vie respiratorie, affosciandosi, tendono a formare un tappo. Il paziente cerca di far uscire l’aria, fa degli sforzi ineffcaci che producono un’attivazione a livello cerebrale e il risveglio che serve a risolvere l’apnea. Non sempre è un risveglio conscio: nella maggioranza dei casi si tratta di microrisvegli che portano all’interruzione del ritmo del sonno e quindi alla sonnolenza diurna. L’apnea può essere causata anche da altri fenomeni, come malformazioni della strutture maxillo mandibolare o ingrossamento della lingua o da molteplici fattori insieme.
Nella maggior parte dei casi il paziente non si accorge di avere un problema.
Dr. Borio: Esatto, spesso è il partner ad accorgersi di queste interruzioni del sonno prolungate. Solo i pazienti più gravi, numericamente pochi, si rendono conto da soli del problema a causa di risvegli improvvisi con senso di soffocamento. Oppure chi presenta sintomi chiari: sonnolenza, astenia, perdita di concentrazione e di memoria.
Definiamo il paziente tipo.
Dr. Marino: una buona parte dei pazienti è in sovrappeso o obesa, tali pazienti da sdraiati hanno un maggior rischio di chiusura delle vie respiratorie a causa della maggiore tendenza all' affosciamento dei tessuti ipertrofici delle vie respiratorie, che si presenteranno quindi più strette. Chi non è obeso ma è affetto da OSAS ha di solito una conformazione delle vie respiratorie che provoca un’ostruzione, in gran parte dei casi nasale o orofaringeo e in una piccolissima percentuale laringea.
L’esame denominato Polisonnografia è l’accertamento diagnostico che consente la diagnosi di OSAS. In cosa consiste?
Dr. Borio: La polisonnografia propriamente detta è un esame di secondo livello che prevede la registrazione di canali elettroencefalografici ma, per diffcoltà di esecuzione, è riservato a casi selezionati. È stata riconosciuta la validità alternativa del monitoraggio cardiorespiratorio notturno, chiamato comu nemente anch’esso polisonnografia: un piccolo apparecchio, grazie a una serie di sensori applicati in diverse parti del corpo al paziente, registra più parametri clinici durante il sonno e valuta l’entità delle apnee e delle desaturazioni in ossigeno.
Questa sindrome ha conseguenze sulla salute?
Dr . Marino: Le apnee del sonno possono causare o peggiorare l’ipertensione arteriosa, favorire o aggravare il diabete, alterare l’appetito, influenzare l’umore e la sessualità. In casi estremi, portano a sofferenza cardiaca favorendo le aritmie e le ischemie cardiache, provocando o aggravando deficit cognitivi e favorendo una sofferenza vascolare cerebrale… in poche parole fanno invecchiare prima e male.
La terapia va personalizzata?
Dr. Borio: È il pneumologo a valutare il tipo di apnea: lieve, media e severa, a seconda del numero di episodi e dalla loro durata. La terapia più effcace prevede l’utilizzo di CPAP, Continuous Positive Airway Pressure, un macchinario per la ventilazione respiratoria da utilizzare durante la notte. Se il paziente con apnee severe è sempre da trattare, sono frequenti i casi di pazienti con apnee moderate ma grandi sintomi a cui è comunque consigliata questa terapia. In generale, la CPAP non è usata con costanza dai pazienti perché ritenuta scomoda: personalizzare il più possibile la terapia è quindi fondamentale per un buon risultato.
Quando il paziente deve rivolgersi all’ Otorinolaringoiatra?
Dr. Marino: l’ostruzione respiratoria notturna di fatto si gioca in sede nasale e faringea, territori di interesse otorinolaringoiatrico. Inoltre la totalità degli interventi chirurgici per i disturbi respiratori del sonno sono mutuati o ispirati alla rinochirurgia, alla chirurgia orofaringea, alla chirurgia oncologica del testa-collo. L’Otorinolaringoiatra, pertanto, è chiamato in causa ogniqualvolta si voglia avere un’opzione terapeutica diversa dalla CPAP. Il russatore semplice o affetto da OSAS lieve e moderata può essere trattato effcacemente, portando ad una risoluzione del problema. Di più complessa risoluzione l’OSAS severa: nella maggior parte dei casi l’intervento permette di migliorare l’aderenza del paziente alla terapia ventilatoria, spesso non facilmente tollerabile.
Chi è l’“Esperto Qualificato in Disturbi Respiratori del Sonno”, figura nuova nel panorama medico?
Dr. Marino: L’Esperto Qualificato in Disturbi Respiratori del Sonno (EOS- DRS), è uno Specialista Otorinolaringoiatra formato per inquadrare in modo “trasversale” il paziente, capace di coordinare la diagnostica e di suggerire la terapia più opportuna a seconda delle caratteristiche del paziente e della sua patologia. Essendo anche un chirurgo ha inoltre la possibilità di proporre opzioni terapeutiche alternative o suppletive alla comune Ossigenoterapia.
Per le OSAS, si può far prevenzione?
Dr. Marino: per il paziente che potrebbe andare incontro a OSAS, la prevenzione si attua nella medicina di base. È il Medico di famiglia a rimandare allo specialista: pneumologo, otorinolaringoiatra, neurologo, cardiologo. Influenza poi lo stile di vita: sono da sconsigliare il fumo poiché concorre a ridurre ulteriormente l’ossigenazione del sangue e l’alcol che favorisce il collabimento dei tessuti, riducendo il tono muscolare delle vie respiratorie. Vanno suggerite dieta adeguata e attività fisica… e per assaggiare un buon bicchiere di vino, farlo preferibilmente a pranzo e mai alla sera.
Abbiamo visto che l’OSAS è una patologia complessa ma di cui si sente oggi spesso palare. Infatti l’Unione Europea ha posto l’attenzione sulle OSAS come causa di incidenti stradali. Da quest’anno, in Italia il codice della strada prevede che la polisonnografia possa essere richiesta per il rinnovo di alcune patenti. Qual è l’iter?
Dr. Marino: La polisonnografia non verrà richiesta a tutti, ma è il medico preposto a stabilire se c’è rischio o meno, ad esempio in soggetti cardiopatici, ipertesi, diabetici, in sovrappeso. Negli anni sono stati creati tanti questionari da sottoporre al paziente. Il più diffuso è la scala di Epworth, con domande semplici, ritenuto affdabile se vi si risponde con sincerità: se dalle risposte emergono perplessità, si richiedono accertamenti prima del rilascio della patente. Per il rinnovo è diverso: se ha avuto incidenti riconducibili a OSAS, chi rinnova la patente deve dimostrare di avere risolto il problema.

 

 

 




Dr. Giovanni Borio
specialista in pneumologia e allergologia

Dr. Roberto Marino
specialista in otorinolaringoiatria

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