Periodico di divulgazione medica
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Il Monitore Medico
numero 09, novembre 2011

Colpisce soprattutto gli anziani ed é assai frequente nella donna in postmenopausa

Riflettori sempre accesi sull’ipertensione arteriosa

Le principali e più pericolose conseguenze sono l’infarto e l’ictus. Fattori da eliminare, prima di ricorrere ai farmaci sono: sovrappeso, fumo, inattività fisica, alimentazione ipercalorica, ricca di grassi e/o zuccheri

L’ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati. Colpisce infatti circa il 20% della popolazione adulta e rappresenta uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. Inoltre, è tra le cause più importanti di patologie cardiovascolari quali: la malattia coronarica e l’infarto, l’ictus e lo scompenso cardiaco e rappresenta, fin dal suo comparire, anche a livelli pressori non specificatamente elevati, un rischio fisiopatologico per lo sviluppo di alterazioni arteriose a carico soprattutto di cuore, cervello, rene, che causano i danni dell’aterosclerosi e il cosiddetto "danno d’organo".
Colpisce soprattutto gli anziani: oltre i 65 anni la quota di ipertesi supera l’80%, al di sotto dei 30 anni ne soffre il 5%. Nella quasi totalità dei casi — circa il 95% — l’origine dell’ipertensione è sconosciuta: si parla allora di ipertensione primitiva, idiopatica o essenziale. Nel restante 5% dei casi l’ipertensione è secondaria a un’altra patologia: in genere si tratta di insufficienza renale cronica, più raramente feocromocitoma o stenosi dell’arteria renale. Esistono fattori che possono favorire l’insorgenza dell’ipertensione come per esempio il fumo di sigaretta, l’abuso di alcolici, la vita sedentaria e la dieta ricca in grassi di origini animali e in genere il sovrappeso e l’obesità.
La pressione arteriosa deve essere mantenuta entro 120/80mmHg o, al massimo, non superare i 130/80mmHg per tutti i soggetti, anche quelli portatori di altre patologie quali il diabete mellito. Questo concetto è valido per tutte le età, con qualche modificazione per i soggetti molto anziani, da valutare caso per caso. Si parla di ipertensione in presenza di un aumento permanente della pressione arteriosa oltre i valori normali. Ovviamente il grado dell’ipertensione può essere lieve, moderato o severo (uguale o superiore a 180/110 mmHg).

L’ipertensione arteriosa, che é assai frequente nella donna in postmenopausa, rappresenta ed é causa prima, e spesso principale insieme al diabete, dello sviluppo di infarto e di ictus. La donna é più esposta dell’uomo ai danni provocati dalla pressione alta. Il rilievo epidemiologico dell’infarto miocardico nella donna é infatti aumentato in modo impressionante negli ultimi 30-40 anni e gli effetti dell’ictus (morte e invalidità permanente) sono la più frequente patologia cardiovascolare del sesso femminile in fase di menopausa.
L’attenzione della classe medica per questo disturbo, nella prevenzione, diagnosi e trattamento adeguato e precoce, é, ed é stata sempre, capillare e costantemente aggiornata, perché l’ipertensione presenta aspetti complessi che riguardano la Cardiologia, la Nefrologia e l’Endocrinologia. E’ quindi necessaria un’accurata valutazione, da parte del medico generico e dello specialista, del profilo di rischio cardiovascolare del paziente iperteso, al fine di identificare soggetti ad elevato profilo di rischio che necessitano di una strategia terapeutica e preventiva più aggressiva e che, inoltre, meritano uno "screening" diagnostico più accurato.
Accanto alla terapia farmacologica devono essere seguite alcune regole elementari e basilari che contribuiscono ad ottenere i valori pressori ideali. Tali regole sono rappresentate da: eliminazione dell’obesità e dell’aumento eccessivo del peso corporeo; uso costante di un’alimentazione povera di grassi animali, di zuccheri e di sale, ricca di vegetali, soprattutto ortaggi freschi, legumi e frutta, e ricca, altresì, di carboidrati integrali. Bisogna evitare, contemporaneamente, di assumere quantità elevate di vino, birra e alcool (al massimo é concesso un bicchiere di vino a pasto per gli uomini, mezzo bicchiere per le donne); svolgere una quotidiana attività fisica: camminare almeno un’ora al giorno. Lo sport è poi in ogni caso il benvenuto.
In sostanza, si richiede la cura e l’attenzione per un corretto stile di vita, primo e indispensabile passo per mantenere una buona salute e una prospettiva di sana longevità.

Dr.ssa Mariagrazia Sclavo
Specialista in Malattie Apparato Cardiovascolare
Consulente Larc


Che cos’è l’Holter Pressorio

Holter Pressorio o ABPM (monitoraggio pressorio delle 24 ore), è un test non invasivo che consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio, grande più o meno come un "Walkman", fissato in vita con una cintura.
A chi è utile e perché eseguirlo?
Per ottenere una reale misurazione indipendente dalla reazione di paura e tensione, la cosiddetta reazione "di allarme" che accompagna spesso in molti soggetti la misurazione pressoria da parte del Medico; per valutare il comportamento della pressione durante il lavoro, lo stress emotivo e nei momenti di calma, di riposo o di relax, per valutare la pressione durante l’attività fisica (camminata, giardinaggio, commissioni, ecc.); per controllare i valori pressori notturni, molto importanti per determinarne il grado di "benignità" o meno, e la conseguente strategia terapeutica, cioè il tipo di terapia più indicato.
Quali sono le indicazioni cliniche che suggeriscono l’applicazione dell’Holter Pressorio?
Sono:
- l’ipertensione arteriosa instabile soprattutto nei soggetti più facilmente esposti ad emozioni;
- la valutazione della pressione arteriosa e della efficacia della terapia impostata nelle diverse condizioni su indicate, tra cui durante il riposo notturno;
- la verifica di un’eventuale necessità di modificare gli orari di assunzione dei farmaci, dopo aver valutato con questa registrazione i "picchi" di risposta ad essi, quindi aver verificato le eventuali cadute di pressione nell’arco delle 24 ore o i momenti di eccessivo rialzo pressorio;
- i casi di scarsa risposta ai farmaci; i casi di discrepanza (differenza marcata) tra i valori riferiti dell’automisurazione al proprio domicilio e quelli riscontrati nell’ambulatorio medico o in farmacia.
Come si effettua l’esame?
Il paziente indosserà l’apparecchio per 24 ore, annotando su un foglio ogni dato utile (attività svolta, impegno mentale, sintomi o disturbi accusati). Durante il periodo di esame, la pressione verrà misurata automaticamente ogni 15 minuti di giorno e ogni 30 minuti di notte, ma il paziente potrà sempre avviare una misurazione manuale in caso si presenti un particolare disturbo (vertigine, senso di svenimento ecc.).

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