Colpisce soprattutto gli anziani ed é assai frequente nella donna in postmenopausa
Riflettori sempre accesi sull’ipertensione arteriosa
Le principali e più pericolose conseguenze sono l’infarto e l’ictus.
Fattori da eliminare, prima di ricorrere ai farmaci sono:
sovrappeso, fumo, inattività fisica, alimentazione ipercalorica,
ricca di grassi e/o zuccheri
L’ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati. Colpisce infatti circa il 20% della popolazione adulta e rappresenta uno dei maggiori problemi clinici dei tempi moderni. Inoltre, è tra le cause più importanti di patologie cardiovascolari quali:
la malattia coronarica e l’infarto, l’ictus e lo scompenso cardiaco e rappresenta, fin dal suo comparire, anche a livelli pressori non specificatamente elevati, un
rischio fisiopatologico per lo sviluppo di alterazioni arteriose a
carico soprattutto di cuore, cervello, rene, che causano i danni dell’aterosclerosi e il cosiddetto "danno d’organo".
Colpisce soprattutto gli anziani: oltre i 65 anni la quota di ipertesi supera l’80%, al di sotto dei 30 anni ne soffre il 5%. Nella quasi totalità dei casi — circa il 95% — l’origine dell’ipertensione è sconosciuta: si parla allora di
ipertensione primitiva, idiopatica o essenziale. Nel restante 5% dei casi
l’ipertensione è secondaria a un’altra patologia: in genere si tratta di insufficienza renale cronica, più raramente feocromocitoma o stenosi dell’arteria renale. Esistono fattori che possono favorire l’insorgenza dell’ipertensione
come per esempio il fumo di sigaretta, l’abuso di alcolici, la vita sedentaria e la dieta ricca in grassi di origini animali e in genere il sovrappeso e l’obesità.
La pressione arteriosa deve essere mantenuta entro 120/80mmHg o, al massimo, non superare i 130/80mmHg per tutti i soggetti, anche quelli portatori di altre patologie quali il diabete mellito. Questo
concetto è valido per tutte le età, con qualche modificazione
per i soggetti molto anziani, da valutare caso per caso. Si
parla di ipertensione in presenza di un aumento permanente della pressione arteriosa oltre i valori normali. Ovviamente il grado dell’ipertensione può essere lieve, moderato o severo (uguale o superiore a 180/110 mmHg).
L’ipertensione arteriosa, che é assai frequente nella
donna in postmenopausa, rappresenta ed é causa prima, e spesso principale insieme al diabete, dello sviluppo di infarto e di ictus. La donna é più esposta dell’uomo
ai danni provocati dalla pressione alta. Il rilievo epidemiologico dell’infarto miocardico nella donna é infatti aumentato in modo impressionante negli ultimi 30-40 anni
e gli effetti dell’ictus (morte e invalidità permanente) sono
la più frequente patologia cardiovascolare del sesso femminile in fase di menopausa.
L’attenzione della classe medica per questo disturbo, nella
prevenzione, diagnosi e trattamento adeguato e precoce,
é, ed é stata sempre, capillare e costantemente aggiornata, perché l’ipertensione presenta aspetti complessi che riguardano la Cardiologia, la Nefrologia e l’Endocrinologia.
E’ quindi
necessaria un’accurata valutazione, da parte
del medico generico e dello specialista, del profilo di
rischio cardiovascolare del paziente iperteso, al fine di
identificare soggetti ad elevato profilo di rischio che
necessitano di una strategia terapeutica e preventiva
più aggressiva e che, inoltre, meritano uno "screening"
diagnostico più accurato.
Accanto alla terapia farmacologica devono essere seguite
alcune regole elementari e basilari che contribuiscono ad ottenere i valori pressori ideali. Tali regole sono
rappresentate da:
eliminazione dell’obesità e dell’aumento eccessivo del peso corporeo; uso costante di
un’alimentazione povera di grassi animali, di
zuccheri
e di sale, ricca di vegetali, soprattutto ortaggi freschi,
legumi e frutta, e ricca, altresì, di
carboidrati integrali.
Bisogna evitare, contemporaneamente, di assumere
quantità elevate di vino, birra e alcool (al massimo é
concesso un bicchiere di vino a pasto per gli uomini,
mezzo bicchiere per le donne);
svolgere una quotidiana
attività fisica: camminare almeno un’ora al giorno. Lo
sport è poi in ogni caso il benvenuto.
In sostanza, si
richiede la cura
e l’attenzione
per un corretto
stile di vita, primo e indispensabile passo per
mantenere una
buona salute e
una prospettiva
di sana longevità.
Dr.ssa Mariagrazia Sclavo
Specialista in Malattie Apparato Cardiovascolare
Consulente Larc
Che cos’è l’Holter Pressorio
Holter Pressorio o ABPM (monitoraggio pressorio
delle 24 ore), è un test non invasivo che consente di
registrare la pressione arteriosa continuativamente
per 24 ore, mediante un piccolo apparecchio, grande più o meno come un "Walkman", fissato in vita
con una cintura.
A chi è utile e perché eseguirlo?
Per ottenere una reale misurazione indipendente
dalla reazione di paura e tensione, la cosiddetta reazione "di allarme" che accompagna spesso in molti
soggetti la misurazione pressoria da parte del Medico; per valutare il comportamento della pressione
durante il lavoro, lo stress emotivo e nei momenti di
calma, di riposo o di relax, per valutare la pressione
durante l’attività fisica (camminata, giardinaggio,
commissioni, ecc.); per controllare i valori pressori
notturni, molto importanti per determinarne il grado di "benignità" o meno, e la conseguente strategia
terapeutica, cioè il tipo di terapia più indicato.
Quali sono le indicazioni cliniche che suggeriscono l’applicazione dell’Holter Pressorio?
Sono:
- l’ipertensione arteriosa instabile soprattutto nei
soggetti più facilmente esposti ad emozioni;
- la valutazione della pressione arteriosa e della efficacia della terapia impostata nelle diverse condizioni
su indicate, tra cui durante il riposo notturno;
- la verifica di un’eventuale necessità di modificare
gli orari di assunzione dei farmaci, dopo aver valutato con questa registrazione i "picchi" di risposta
ad essi, quindi aver verificato le eventuali cadute di
pressione nell’arco delle 24 ore o i momenti di eccessivo rialzo pressorio;
- i casi di scarsa risposta ai farmaci; i casi di discrepanza (differenza marcata) tra i valori riferiti dell’automisurazione al proprio domicilio e quelli riscontrati nell’ambulatorio medico o in farmacia.
Come si effettua l’esame?
Il paziente indosserà l’apparecchio per 24 ore, annotando su un foglio ogni dato utile (attività svolta,
impegno mentale, sintomi o disturbi accusati). Durante il periodo di esame, la pressione verrà misurata
automaticamente ogni 15 minuti di giorno e ogni
30 minuti di notte, ma il paziente potrà sempre avviare una misurazione manuale in caso si presenti
un particolare disturbo (vertigine, senso di svenimento ecc.).